PRESENTAZIONE DI ALCUNI MEMBRI DELLE NOSTRE COMUNITÀ CONTEMPLATIVE CCR

ANDREA VAZQUEZ (YESHE)

Nata nel sud della California e cresciuta a Guadalajara, Messico, Andrea ha iniziato il suo percorso buddista quando aveva 21 anni dopo un grave incidente nel quale riportò molte ustioni. Il suo incidente ha ispirato un profondo cambiamento nella sua visione della vita e della sua missione nel mondo, motivandola ad immergersi nello studio e nella pratica del buddismo per scoprire le vere cause della felicità e della sofferenza. I suoi studi e la sua pratica si sono concentrati nelle scuole Gelug e Nyingma del buddismo tibetano; ha studiato con maestri eccelsi negli Stati Uniti, in Messico, Australia, India e Nepal. Ha anche partecipato a numerosi ritiri di meditazione e pellegrinaggi buddisti in tutto il mondo.

Andrea ha incontrato il dottor B. Alan Wallace nel 2014 a Guadalajara, in Messico, e ha continuato a studiare e praticare i suoi insegnamenti, trovando in essi un vero e chiaro percorso di realizzazione personale. Ha visto i benefici concreti della sua dedizione alla pratica, nella sua mente e nelle sue relazioni con gli altri. Questo l’ha ispirata ad approfondire ulteriormente la pratica e a condividere la saggezza degli insegnamenti buddisti con il mondo. È fin dall’età di 23 anni che Andrea aspira ad impegnarsi in un ritiro a lungo termine, ed è quindi con grande gioia e gratitudine che, oltre a servire la missione del CCR come volontaria, è ora entrata in ritiro a tempo pieno accanto ai suoi preziosi insegnanti e compagni di pratica come parte del primo gruppo di meditatori a Miyo Samten Ling.

Andrea è anche orgogliosa di rappresentare la comunità Latinx al CCR. Oltre alla sua aspirazione di apportare al mondo maggiori intuizioni sulla natura della mente e della coscienza, Andrea è anche ispirata ad esplorare l’ipotesi che, seppure in mezzo alla frammentazione mentale e sociale del 21° secolo, tutti gli esseri umani – comprese le donne di colore – hanno il potenziale per realizzare un autentico risveglio in questa stessa vita.

JODIE K. LEA

Jodie K. Lea si è occupata di arti curative per oltre 20 anni. Ha iniziato con una laurea in psicologia alla New School University di New York City, seguita da un master in psicologia del counseling al Pacifica Graduate Institute di Santa Barbara, CA. Fin da piccola Jodie è stata assillata dal fondamentale problema che può essere riassunto succintamente nelle parole di Sua Santità il Dalai Lama: “Il secolo scorso ha visto notevoli sviluppi nella comprensione scientifica del corpo e del cervello umano, eppure le persone in tutto il mondo lottano per trovare la pace della mente. Nel frattempo, pochi progressi sono stati fatti nella comprensione della relazione tra corpo e mente, mentre la natura della coscienza rimane un mistero più grande che mai”. La ricerca di Jodie nella sua vita e nella sua carriera è stata quella di esplorare le tradizioni contemplative del mondo per gettare nuovi barlumi di speranza e di scoperta su questo fondamentale problema umano.

Jodie ha praticato come psicoterapeuta in diversi contesti, tra cui la riabilitazione da droghe e alcol e la Medicina Integrativa e ha anche svolto la sua attività professionale in uno studio privato lavorando con adulti, adolescenti, bambini e famiglie in crisi. Il lavoro di Jodie in ambito clinico l’ha portata ad espandersi oltre la sua formazione in psicologia del profondo per esplorare le modalità di guarigione mente-corpo. Alla fine ha ottenuto la certificazione in Healing Touch e si è formata negli Stati Uniti e in Thailandia per diventare un’insegnante di yoga registrata. Negli ultimi 7 anni Jodie ha rivolto la sua attenzione esclusivamente allo yoga, possiede e gestisce una scuola di yoga, forma nuovi insegnanti e conduce corsi e ritiri di yoga e meditazione negli Stati Uniti, in Messico, in Thailandia e in Europa. Nel 2019 ha scritto il suo primo libro intitolato “Diamond Yoga”, che sarà pubblicato nel 2021.

Più Jodie insegnava e si allenava, più si rendeva conto che la profonda guarigione umana, la crescita e la trasformazione richiedevano una comprensione profonda dell’allenamento mentale e delle pratiche di meditazione. Nella ricerca di un maestro, Jodie ha scoperto il lavoro del Dr. B. Alan Wallace nel 2008 e da allora studia e pratica con lui. Nel 2016, durante un ritiro di 8 settimane con Lama Alan a Pomaia, in Italia, Jodie ha avuto l’opportunità divenire a conoscenza della sua visione del Centro per la Ricerca Contemplativa. Da allora ha sempre aspirato a partecipare ad un ritiro a lungo termine presso il CCR.

Nel 2020 tutte le circostanze favorevoli si sono riunite per trasformare il sogno di Jodie in realtà. Jodie è onorata di aver lavorato come volontaria per il CCR a Miyo Samten Ling prima di entrare nel ritiro a tempo pieno sotto la guida del dottor Wallace. Entrando in un ritiro profondo, in un ambiente di totale silenzio e isolamento, con il supporto di insegnanti esperti e compagni di ritiro, Jodie spera di realizzare la sua aspirazione di dedicarsi a tempo pieno al Sentiero della Grande Perfezione. Attraverso questa pratica e la ricerca che l’accompagna, Jodie spera di aiutare a realizzare la visione del CCR e di trovare metodi sostenibili per assistere rapidamente l’umanità nella guarigione profonda, creando la pace mentale ed emotiva interiore ed esteriore, e per ripristinare l’armonia con il nostro prezioso pianeta Terra.

JOSEPH CADIFF

Joseph Cadiff è uno studioso, praticante e insegnante di buddismo e yoga. Ha studiato e praticato sin dall’età di 20 anni in varie tradizioni, tra cui Hatha Yoga, Advaita Vedanta, Soto Zen, Theravada e Buddhismo Tibetano. Mentre otteneva la sua laurea all’Indiana University, si è formato come insegnante di yoga al Sivananda Ashram in California, e ha scritto la sua tesi di laurea sul misticismo comparato e la psicologia dello sviluppo. Successivamente ha conseguito il suo Master in Yoga Studies alla Loyola Marymount University, concentrando i suoi studi sul buddismo indo-tibetano e sulle prime tradizioni yogiche dell’India. Joseph ha viaggiato molto negli Stati Uniti, in Europa, in India e in Nepal, studiando e praticando tra varie comunità religiose. Nel 2017 Joseph ha incontrato gli insegnamenti del Dr. B. Alan Wallace e da allora è entrato subito in risonanza con la chiarezza e la profondità della presentazione del percorso buddista di Alan, e con la visione di Alan per il Centro per la Ricerca Contemplativa. Dopo aver continuato i suoi studi con Alan negli ultimi anni, è ora lieto di avere l’opportunità di servire il progetto CCR come volontario e meditatore impegnato in un ritiro a tempo indeterminato a Miyo Samten Ling sotto la guida del dottor Alan Wallace e accanto ad altri praticanti dedicati.

La speranza di Joseph è che lo studio, la pratica e la ricerca fatti al CCR servano come un faro di saggezza e di collaborazione aperta nel nostro mondo e portino a un cambiamento radicale nella nostra comprensione collettiva della coscienza, della realtà e dei più alti potenziali della pratica e della realizzazione spirituale.

IÑIGO AYALA

Nato in Messico, ho avuto un forte interesse spirituale fin da bambino e ho imparato a meditare attraverso i libri. Le mie ricerche mi hanno portato a incontrare i due principali insegnanti spirituali in giovane età: Lama Tony Karam quando avevo 13 anni e il Dr. Alan Wallace poco dopo, durante il mio primo ritiro di meditazione. L’argomento era “I Consigli di Dudjom Rinpoche per un Ritiro in Montagna” e ha acceso in me una passione che è cresciuta fino ad oggi. Sapevo di voler dedicare la mia vita a scoprire e sperimentare in prima persona l’enorme potenziale della mente e del cuore e mi sentivo particolarmente attratto dal sentiero del contemplativo completamente dedito alla pratica.

Penso ci sia un urgente bisogno di imparare a vivere in armonia con il nostro ambiente, con le altre specie, con le persone che ci circondano e con noi stessi. Tuttavia, non possiamo lavorare per realizzare un’armonia all’esterno senza averla prima incarnata o senza dare qualcosa che non abbiamo. Prendo a cuore la citazione di Gandhi, “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, perché solo così è possibile una trasformazione sostenibile. Di fronte alle molte difficoltà che stiamo affrontando è fondamentale sapere come riuscire a dimorare nel benessere che viene da dentro e non dipende dalle circostanze esterne. Sono fiducioso che sia possibile raggiungere questo obiettivo e di disporre degli strumenti per arrivarci. La nostra mente ha un potenziale infinito che aspetta di essere scoperto!

La mia aspirazione è quella di scoprire io stesso l’enorme potenziale della mente, basato sull’etica e la compassione, per poter così aiutare gli altri a riconoscerlo in se stessi. Per portare cambiamenti positivi su larga scala c’è bisogno di una collaborazione con persone di diversa formazione e capacità. Ecco perché sono entusiasta di una collaborazione tra scienziati e contemplativi. Anche se imparo lentamente e sono ancora un principiante in questo viaggio interiore, il mio desiderio è di seguire il percorso tracciato dal Dr. Alan Wallace fino al suo culmine e di aiutare a preservare queste tecniche in modo autentico per le generazioni future.

CARMEN MARÍA ALVAREZ

Nata a Città del Messico nel 1982, ho una laurea in commercio internazionale e dogane. Nel 2008 ho deciso di mettere da parte la mia carriera e ho viaggiato per il mondo cercando di scoprire un nuovo significato nella mia vita.

Il mio primo incontro con il buddismo tibetano è stato nel 2011, quando ero in Nuova Zelanda a lavorare come volontaria in un centro di Dharma buddista – ma non è stato fino a quando sono andata in India nel 2012 e ho ricevuto il mio primo insegnamento da HH Dalai Lama, che ho sentito di aver trovato quello che stavo cercando.

Da allora, sono stata molto fortunata a ricevere istruzioni sul Dharma da una serie di altri meravigliosi insegnanti, come Lama Zopa Rinpoche, Khadro la, HH Sakya Trizin, Garchen Rinpoche, Tenzin Palmo, e il mio principale insegnante B. Alan Wallace – dal quale ho ricevuto una guida diretta nei miei ritiri di meditazione.

Durante tutti questi anni, ho dedicato tutto il tempo possibile a ritiri a lungo termine. Ora, ho raggiunto un punto della mia vita in cui ho l’opportunità di entrare in un ritiro a lungo termine a tempo indeterminato, al fine di perseguire le mie aspirazioni di Dharma senza riserve. Ho capito che questo sentiero è quello che voglio seguire. Sono impegnata e devota ad esso.

TERRAN PALMER-ANGELL

Terran è cresciuto in una famiglia di meditatori e ha sviluppato un interesse per la conoscenza della mente relativamente presto nella vita. Questo interesse lo ha portato a completare due corsi di laurea (uno in Psicologia Sperimentale e uno in Studi Religiosi) con un’enfasi centrale sui metodi per allenare la mente. Ha completato un master multidisciplinare in filosofia, psicologia della performance e psicofisiologia con la stessa enfasi centrale. Da quando ha partecipato al Progetto Shamatha nel 2007, lavora per studiare e praticare a tempo pieno sotto la guida di Lama Alan.

TAMARA DIAZ GARCIA (CHÖKYI)

Ho desiderato entrare in ritiro sin dal primo incontro con gli insegnamenti di shamatha e di dzogchen di Lama Alan nel 2016, anche se all’epoca conoscevo appena il dharma buddista e non sapevo bene cosa avrebbe comportato un ritiro. In meno di un anno, e con pochissima preparazione, avevo lasciato il mio lavoro per partecipare ad un ritiro invernale a Holy Island, a cui seguì il ritiro di due mesi con Lama Alan in Toscana. Poco dopo, nel luglio 2017, sono entrata in un ritiro solitario sotto la sua guida e da allora non ho mai avuto ripensamenti.

In precedenza, avevo lavorato con successo nell’industria del design, ma nel contempo ho seguito un corso di formazione per diventare terapista complementare, mossa da un profondo desiderio di aiutare ad alleviare la sofferenza degli altri.

Il mio interesse per la meditazione è iniziato quando ho capito, dopo anni di pratica, che il benessere sostenibile e genuino, l’autentico alleviamento della sofferenza che desideravo per i miei pazienti poteva venire solo dalla comprensione profonda e dalla trasformazione della mente. Cercando metodi per raggiungere questo obiettivo, mi sono formata come insegnante MBSR (Programma di Riduzione dello Stress basato sulla Consapevolezza), ma ho scoperto che l’approccio secolare alla meditazione non offriva la profondità della pratica e della conoscenza che stavo cercando. Fu allora che incontrai gli insegnamenti di meditazione di Lama Alan e mi interessai allo shamatha e all’approccio contemplativo buddista.

Al centro di questa tradizione c’è il concetto che la mente è la fonte della nostra negatività e sofferenza, che il mondo caotico che sperimentiamo è un’espressione del nostro caos interiore, dell’agitazione e dello squilibrio. Nel corso dei secoli, i contemplativi buddisti hanno sviluppato metodi sofisticati per conoscere la mente e la natura della coscienza, per purificarla, equilibrarla e guarirla.

Credo che un cambiamento positivo sostenibile nel mondo esterno possa avvenire solo attraverso la trasformazione radicale e la guarigione della propria mente, e mi impegno a raggiungere e a incarnare la più alta espressione di questo al massimo delle mie capacità. Il mio desiderio più profondo è quello di dedicare completamente la mia vita al sentiero dello Dzogchen, esplorando il potenziale della mente e della coscienza umana attraverso pratiche contemplative.

Sento che questo è il modo più significativo in cui posso essere al servizio di questo mondo, e spero che le intuizioni e l’esperienza che sto acquisendo possano contribuire alla sua trasformazione positiva. Sono entusiasta di essere una volontaria presso il CCR perché ciò mi permetterà di partecipare al suo programma di ricerca scientifica, aiutando ad acquisire le conoscenze e a sviluppare i metodi per coltivare l’armonia interiore e la pace di cui c’è urgente bisogno per il benessere di questo pianeta.

Come ha detto Lama Alan: “Questo non è un percorso di evasione, ma di immersione in un modo più autentico di essere e agire nel mondo, in modo che noi stessi si possa diventare agenti di guarigione. Non ci stiamo ritirando dal servizio verso l’esterno, ci stiamo impegnando in un servizio interiore molto profondo”.